domenica, 31 maggio 2009
ah, sì?

contento?

o- perchè non sei contento? ah. sì. la versione ufficiale di te. in società sono tutti impegnati a non puzzare di merda e tieniti lontano dai tuoi istinti di martirio, che seppure non sono materia fecale, sanno sempre un pochino di urina. non le voglio vedere, le femmine: sempre a trovare il modo di grattare un pezzo di pelle sana finchè quello non sanguina. e brucia. e si infetta. e...ah, sì? contento? e perchè non sei contento?

e perchè le vuoi contente? e perchè vuoi che siano felici? dove si sono nascosti i bambini, che gli adulti hanno la bava alla bocca? se non trovano culetti bianchi di neonato, i poveracci si faranno bastare ancora una volta le povere fiche squadernate: mogli, figlie, zingare, operaie e maestre elementari serviranno zoppicanti allo scopo.

ah.

sì.

sei contento.
postato da: lucowski alle ore maggio 31, 2009 20:25 | Permalink | commenti
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sabato, 30 maggio 2009
dopo la geniale scelta di raidue di affiancare moresco e fabri fibra: philip roth e i gemelli diversi, eggers e la reunion dei gazosa, il cadavere di david foster wallace e giggggi d'alessio, i gemelli diversi pisciano sulla tomba di gregory corso, anna tatangelo alla ricerca dei resti del pene di henry miller e biagio antonacci che tratta con sufficienza bret easton ellis scambiandolo per paolo coelho.
postato da: lucowski alle ore maggio 30, 2009 17:50 | Permalink | commenti
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giovedì, 28 maggio 2009
DA "IL PRIMO AMORE"



La mia faccia

Antonio Moresco



Mi capita sempre più spesso di sentire aspre critiche alla mia faccia. Giornalisti che mi chiedono qualche fotografia da inserire nell'impaginazione di un articolo, ma anche fotografi e altri si lamentano così con me: "Ma che faccia seria! Che faccia triste! Dovresti sorridere un po' di più. Ci vorrebbe una fotografia più allegra. E poi quella barba bianca: ti invecchia moltissimo!"

Io rimango sempre un po' mortificato e un po' incazzato a sentire questi discorsi. Non so mai cosa rispondere. Adesso -che mi è appena successo di nuovo- ci ho pensato un po' su e mi è venuta questa risposta:



Care signore e cari signori, non so cosa farci, la mia faccia è questa. E' vero, la sua espressione è spesso malinconica, ma io sono una persona malinconica. C'è qualcosa di male in questo? E' proibito essere malinconici? E' vero, la sua espressione è spesso seria, ma per la semplice ragione che io sono una persona seria. C'è qualcosa di male, qualcosa di proibito anche in questo? Eppure vi assicuro che amo anche ridere. Però se c'è qualcosa da ridere, non a comando di fronte a un fotografo, non per conformismo somatico, per ingannare chi vedrà la mia faccia in fotografia e allora potrà ingannare anche se stesso pensando che va tutto bene e che siamo tutti felici e contenti e che anche gli scrittori sono tutti felici e contenti visto che vanno in giro con la bocca da un orecchio all'altro come quelli che appaiono in televisione e allora anche lui non può che essere felice e contento. Quando vado a vedere uno dei miei amati film demenziali mi sentono ridere da un chilometro di distanza, chi è con me prova imbarazzo perché rido così a crepapelle e tiro pugni contro lo schienale della poltrona davanti e mi arrovescio e mi strangolo e urlo e piango e mi cola il moccio e mi soffio rumorosamente il naso e gesticolo e compio tanti e tali altri gesti da disperato e da soffocato che spesso altre persone in sala alzano la voce per consigliarmi di darmi una calmata. Insomma, rido quando c'è qualcosa da ridere, non quando non c'è niente da ridere. Perché dovrei mostrare i canini a comando quando non c'è niente da ridere e niente da masticare?

In questi anni non c'è molto da ridere, mi pare, e allora perché su giornali e riviste ci sono tutte quelle facce che ridono? Per non far vedere che è tutta una finta, una recita? Per far vedere che loro stanno al gioco? Per non disturbare le pagine pubblicitarie, che pagano l'intero giornale e pretendono che sia tutto a loro immagine e somiglianza?

La mia faccia non è bella, lo so. Non è neppure simpatica, lo so. Però vi assicuro che nel corso del tempo ci sono state alcune signorine e signore che -certo esclusivamente per la loro bontà e generosità- l'hanno trovata di loro gusto, anche se seria e malinconica lo è sempre stata, e sono state gentili e ben disposte con me, e tanto mi basta. Quanto alla barba, la porto da quando ero ragazzo. E' diventata bianca, col tempo, lo so, e adesso per di più è l'epoca in cui sono in voga le facce lisce come culi pelati. Ma perché, se non ci sono portato, dovrei trasformare anche la mia faccia in un culo pelato?

C'è poi un'altra cosa che mi colpisce nella critica che mi rivolgete, ed è questa: se ci guardiamo attorno, mi pare che anche la maggior parte degli scrittori a me contemporanei -italiani e stranieri- non si sbellichino dalle risa nelle loro fotografie che appaiono sui giornali (accidenti, che facce da allegroni hanno Cormac McCarthy, Don DeLillo, Philip Roth, James Ellroy, Michel Houellebecq…!). E allora perché solo io dovrei avere la faccia allegra?

Se poi allarghiamo ancora di più il campo e ci guardiamo indietro, la cosa è ancora più evidente. Proviamo a passare in rassegna le facce di molti scrittori del passato e ci accorgeremo che tutti o quasi tutti non si sbellicano dalle risa nelle fotografie. I loro volti sono, a seconda dei loro caratteri, seri, naturali, ispirati, assenti, incazzati, alteri, malinconici, assorti, qualcuno ha persino la faccia barbuta e che non sembra un culo pelato, eppure giornali e riviste -bontà loro!- continuano a mettere le loro fotografie senza fare storie. Melville, Emily Dickinson, Baudelaire, Flaubert, Rimbaud, Hugo, Tolstoj, Dostoevskij e, nel secolo appena trascorso, Kafka, Proust, Musil, Virginia Woolf… non li ho mai visti sghignazzare nelle fotografie. E allora perché proprio io dovrei sghignazzare? Perché proprio io dovrei andare in giro come un culo pelato?



Pubblicato da a.moresco il 05-03-09
postato da: lucowski alle ore maggio 28, 2009 12:42 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 13 maggio 2009
non serve a niente, burattino. tutto il tuo sperma che schizza verso il soffitto scambiandolo per il confine dell'universo non è roba tua. sono i soliti morti che vogliono nascere a fare benzina e scaldare motori vecchi come tu non sarai mai. e cosa sogni, intanto? ragazze legate, bocche cucite con lo spago marrone degli idraulici, cosce scintillanti

il diamante liquido

della tua eccitazione

che ti cola giù fino alle ginocchia,



solo altri morti che vogliono nascere

e la specie che non solo sospira in te

ma geme, grugnisce, compone musica e crede.

alza cattedrali perchè una donna copra le guglie con il suo vestito largo, e si scopi il tetto a punta sotto la stoffa.

e se ogni mattina ti svegliassi in una bocca diversa, potrebbe comunque ogni parvenza di spiraglio illividire all'angolo della volta.-(ndr)-
postato da: lucowski alle ore maggio 13, 2009 14:57 | Permalink | commenti
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giovedì, 07 maggio 2009
rovesciandomi la vita fuori di bocca, fiotto a fiotto, spalancherò gli occhi nel pieno della notte.

e tu non ne saprai

assolutamente



nulla.
postato da: lucowski alle ore maggio 07, 2009 22:18 | Permalink | commenti
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