domenica, 23 novembre 2008

COSA SI TROVA DI FRONTE IL POVERO LUCOWSKI QUANDO RIGUARDA I SUOI APPUNTI PER LA TESI SUPERSPECIALISTICA:


canti del coas come struttura di rete, intelligenza distribuita di multiagenti.





il passero rosso come nostro quidentro (lo scriveremo come un'unica parola perchè riconosciamo la nuova concettualità, la spostamento semantico moreschiano)



moresco come agente del caos, come il joker dell'ultimo batman introduce un po' d'anarchia. ma moresco non è legato al dover tenere in piedi una struttura vincolata come un film di cassetta e può quindi andare fino in fondo spaccando il culo al passero della letteratura. ed il romanzo ci finisce dentro, al passero, quello rosso di bukowski. unico spazio capiente abbastanza da (non aver bisogno di) contenere questi canti.

postato da: lucowski alle ore novembre 23, 2008 21:41 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 21 novembre 2008
immagino uno specchio e guardo lo specchio e (mi) dico (allo specchio) che la salvezza sta in un grado maggiore di assenza di sintomi: non ti mostrare, non ci provare. fiducia negli esseri umani di seguito respinto

la cura sta nel male

il male nella (ah ah)

di seguito nascosto

più in fondo

e meglio e con le strisce di fango sulle guance

come meglio non si potrebbe

non far sapere della tua defecazione

dell'autoerotismo

occultamento della pratica

di mangiare la mia propria carne (necessita)

e lo specchio non risponde (prospera l'immagine, come la solita vecchia infezione delle mie carni, dei pensieri, delle voglie celate: segnalato tutto quanto da apposite bandierine: le verità che ho beccato rincorrendo immagini di film nella mia adolescenza notturna sfuggono mentre mi addormento (immagino uno specchio ed una strada di cui non si vede la fine, la salvezza è camminare fissando me stesso fino a quando il passo non cede allo spezzarsi della caviglia, fino alla frantumazione della tibia che si polverizza o finchè non cambiano i miei lineamenti che sono solo altra materia in decomposizione. finchè a guardare la mia faccia non resta che la mia faccia di allucinazione)

è tutto

fin

troppo

corruttibile qua dentro)

chi è che brucia?

chi è che brucia?

un anno ed un anno migliore

un mese ed un giorno

l'orologio neonatale

risuona dello schianto di feti morti

hanno avuto, poverini, la sventura di non nascere

cosicchè non possono godersi la fortuna di non essere al mondo

non ne sanno

non ci sanno

dire

non erano qui

in quel giorno lontano in cui senza accorgerci abbiamo perso di vista

la vista di ciò che potremmo essere e non siamo
postato da: lucowski alle ore novembre 21, 2008 15:11 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 13 novembre 2008
pupazzi che sorridono

con gli occhi cuciti

sbattendo sugli spigoli

spaccandosi gli zigomi


postato da: lucowski alle ore novembre 13, 2008 18:59 | Permalink | commenti
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domenica, 02 novembre 2008




le braccia di questa gente fatta a pezzi, derubata, privata di qualsiasi senso della possibilità dovranno spingere i pugni di questa gente contro le nostre porte. ma oggi questo non accade ed io non ho paura che accada nei prossimi cinque minuti. come mai? stiamo letteralmente mangiando via le budella e gli stomaci di queste madri e di questi figli, ma non vengono qui a farci a pezzi. naturalmente queste madri e questi figli mangerebbero via le nostre budella ed i nostri stomaci e si alimenterebbero dei nostri muscoli liofilizzati, se le parti si invertissero. a quel punto saremmo noi a starcene buoni al nostro posto facendoci divorare un giorno alla volta. niente di tutto questo a me appare veramente spiegabile. vi temo, vi temo tutti. temo il carnefice ed atterrisco al pensiero della vittima. temo la città che mastica la foresta e la foresta che trama per riprendersi la città. queste vite disposte casualmente su pezzi di terra denominata, divisa con linee di matita annoiata, spartita secondo criteri moderatisi e riformulati in progress senza che ci sia nessuno davvero capace di darne ragione. sorgono cappelle e baraccopoli: la specie non si contiene, per assioma.


mi rannicchio nel letto al pensiero delle braccia di questa gente fatta a pezzi, mi meraviglio che queste fiche stuprate all'infinito non si evolvano generando denti o acidi difensivi. qualcosa non va nei giovani cattolici, qualcosa richiama il pericoloso estendersi di un abisso nero senza nome nè forma nelle associazioni umanitarie. ci sono scarti nei movimenti e grugniti nei dialoghi della genia proliferante di cui facciamo parte che riusciamo con eccessivo successo ad ignorare da troppo tempo. e la massa di bocche che dovrebbero serrarsi attorno alle mie belle manine occidentali aumenta di secondo in secondo senza che io tema che la mia porta sia sfondata per il premere di intere generazioni di diseredati. c'è qualcosa che proprio non mi torna nella formazione di sette e partiti politici. la raccolta punti del supermercato non è quello che sembra. i forni crematori continuano a bruciare. carne negra ha alimentato le fiamme e carne gialla brucia per noi.


quello che continuiamo a fare è spostare tutto il lercio sotto il tappeto, dove non si veda ad uno sguardo superficiale. quello che continuiamo a fare è esercitare il nostro sguardo alla superficialità della visione. ma cosa cambia, io mi chiedo, se infiliamo noi i bambini nei forni o se gli infanti vengono bruciati in una miniera a mille chilometri dal nostro culo riscaldato? in termini strettamente etici c'è davvero una differenza sostanziale tra lo scannare un indio dell'amazzonia con un cazzo di machete o abbeverarsi al rubinetto energetico di una centrale elettrica che brucia legna arrivata per nave dal sudamerica? lo spot dei pannolini deve per forza di cose nascondere verità imbarazzanti sul nostro attuale statuto ontologico.




postato da: lucowski alle ore novembre 02, 2008 18:36 | Permalink | commenti (2)
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