domenica, 28 settembre 2008
Sono le quattro del mattino

ed è strano che io mi trovi in questa stanza

a casa sua

sento di avere ottimi motivi

per essere preoccupato per me

ma chissà come

sono maggiormente preoccupato per la ragazza al piano di sopra

mi sembra che non possa difendersi

in questo sonno

vorrei che il mio corpo fosse fatto di materia differente

capace di nasconderla agli occhi

delle cose che strisciano e tentano di raggiungerla

vorrei essere molte cose che non posso diventare

e sento quanta paura può avere

la ragazza al piano di sopra

per di più so con certezza

di avere l'interno del corpo pieno di coltelli

la cui lama è rivolta all'esterno

tagli che non avverrebbero se lei non mi stringesse

le hanno disegnato linee dolorose da guardare

sui fianchi e sulla pancia morbida di meraviglia

le sue belle gambe sono graffiate ed incise

ed è tutta colpa mia

che non dovrei per nessun motivo essere sveglio adesso

qui sotto

a dondolare nella vertigine del mio soffitto

che è il suo pavimento

e riempirmi di luce come le vecchie lampadine che consumano troppo

al pensiero che al di là di tutte le mie macchinazioni ignobili

la mia meringa

nel sonno

sta forse sorridendo.
postato da: lucowski alle ore settembre 28, 2008 23:21 | Permalink | commenti
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domenica, 28 settembre 2008
il nocciolo, il centro nero pulsante, l'incrocio delle linee di un'altra grande x da cartone animato in cui riperdere la speranza, arrestarsi in attesa del colpo, crollare a peso realmente morto smettendo tutti i balletti. terrorizzato vuol dire soltanto questo, la paralisi non permette coreografie didascaliche. tutte le ragazze con le gambe accavallate e per tutte c'è un momento in cui si vede abbastanza in alto lungo la coscia perchè penzoli in avanti la testa e tu possa sperare che essa crolli nello spacco caldo della fica ed il dolore cessi. e certi bambini, anche loro hanno un momento, realizzano un sorriso perfetto per ingannarti sulla natura meccanica degli eventi, insinuare l'innesco del tuo vile rifiuto a tirare fuori il cazzo in tempo. mentre invece il terrore è soltanto terrore, non come certi nostri amori ridotti a cartaccia nel ricordo, che costantemente ripropongono una versione della nostra vita che non avremo, che fingono la loro stessa possibilità mentre non smettiamo di notare, e non c'entra niente, come le facce appaiano maggiormente deformi proprio mentre cessano i sorrisi. e sono gli amori di un' india di bukowski e le sballate riedizioni romantiche di g. corso, sono lotterie a chi pesca il fiammifero più corto per fare il giro di mezzanotte nel cimitero, sono i petali di questo tempo che lentamente si dissolvono perchè il suolo ha sempre fame e tu metti comunque un piede dopo l'altro nell'illusione di spostarti da questo incessante finire di tutto ciò che è vivo, dall'anticipo di terminazione negli occhi del meraviglioso amore di oggi che il balletto lo ha già smesso, e non può parlare.
postato da: lucowski alle ore settembre 28, 2008 12:37 | Permalink | commenti
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mercoledì, 03 settembre 2008
-voglio quello.
- il camioncino con sopra il carrello elevatore?
-sì
-e che ci devi fare?
-ci devo salire a casa, dal balcone.
-ma non ci arriva, stai all'ottavo piano!
-e io ne metto due uno sopra all'altro!
-ma un carrello non lo regge un altro camioncino!
-uffa, devi sempre TAPPARE le mie ali.
postato da: lucowski alle ore settembre 03, 2008 13:06 | Permalink | commenti
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