mercoledì, 09 gennaio 2008
dovrei scrivere la tesi, ma ogni volta che mi avvicino all'idea di quel libro la mia testa diventa il contenitore di una coltura batterica. la roba si moltiplica senza darmi niente su cui fermarmi, moresco è un pazzo bastardo ed ha deciso di farmi sputare sangue. sono bravo a sputare sangue, e mi piace anche. ma iniziare è sempre difficile. "la prima volta fa sempre male". in quel libro ogni cazzo di parola è la prima volta.
poi devo ricordarmi di suggerire a mio fratello di fare domanda per il servizio civile. così per un anno almeno è sicuro che non si ritrovi a fare il turno di notte a passare cavi sulla linea ferroviaria ad alta velocità di prossima apertura. al fratello piccolo, lo devo dire. il grande deve trovare posto da elettricista qualificato, perchè è qualificato. non so come fargli mettere in testa che non deve (...), questa cosa mi fa venire voglia di alzarmi a sedere sul letto in cui non riesco a dormire in piena notte ed urlare una voce disarticolata di protesta per quanto la base stessa di tutto quanto il fottuto circo umano sia costruita su fondamenda di orrore e lacerazione di materia infetta. certo, cazzosanto, se io riuscissi davvero a urlare non avrei molti dei problemi che ho e, probabilmente, nessuna delle soluzioni.
adesso che ci penso, una volta ci sono andato molto vicino, ad urlare come sento dovrei fare quando la notte passa senza avvicinarmi a dormire e (...). non è proprio il caso di riprovarci.
e poi dovrebbe pretendere (mio fratello grande; grande rispetto al piccolo. piccolo, rispetto a me) la liquidazione da quei bastardi del lavoro che ha lasciato. so quanto è doloroso per lui capire che (...), perchè in realtà lo capisce benissimo. rifiutare la realtà per autosottovaltazione, non ditemi che l'educazione cattolica non c'entra niente, ve ne prego, perchè vedo cosa succede nella mia mente. ma tutti i discorsi paiono così lunghi e faticosi. e necessari. sono sempre senza fiato sufficiente.
devo finire quel cazzo di romanzo. sono sicuro che se non avessi tempo per scrivere, scriverei sottraendo il tempo al tempo che mi manca. mi sa che sono bacato nel cervello. almeno non sono mai riuscito a trattenermi dallo scrivere poesie e dall'avere orgasmi. certo succedono le cose più impensate ed anche su questo non devo farci conto, non è detto che un giorno non intervenga un motivo sufficiente per non scrivere del tutto. voglio dire, amore, se sei intervenuta tu e mi hai indotto a non cercare di scoparmi la mia relatrice e le altre femmine, vuol dire che tutti i miei parametri sono modificabili.
passo.
lunedì, 07 gennaio 2008
INDOVINA LA CITAZIONE:
Signori, quest'uomo non ha le palle.(...) Eppure è palloso.
giovedì, 03 gennaio 2008
ma gli amici del bambino
erano tutti morti
il campo delle cose che lo riguardavano
andava rapidamente restringendosi
e siamo stati tutti in questo posto
nel posto in cui gioca il bambino
con gli amici tutti morti
dove le trottole arruginiscono di abbandono
e le giostre in miniatura
si coprono della polvere dei mesi
e della cenere di anni senza fuoco
con assurda concentrazione
il bambino sistema i dettagli
e non alza lo sguardo
perchè finchè continua a fissare
pochi centimetri di pavimento
e basta
può portare avanti il sospetto
che qualcuno lo stia guardando
postato da: lucowski alle ore gennaio 03, 2008 12:35 |
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martedì, 01 gennaio 2008
a volte gli sembrava che la sua coscienza, non il suo inconscio o niente di simile, ma semplicemente, letteralmente la sua coscienza di sè e delle cose fosse qualcosa di simile ad una sbarra di metallo opaco lanciata a ruotare senza accelerazioni nè cambio alcuno di velocità in uno spazio nero come la pece. e dovreste sapere quanto precisamente sentiva il peso di ogni singolo attimo, spesso dissimulando questa consapevolezza, a sua volta simile ad una collana di anelli di vetro scheggiato. spuntoni dagli angoli del tempo ed un grumo di catrame nella pancia, questo tizio, in piedi a fatica, era nel mondo come un oggetto capitato per sbaglio in una collezione da quattro soldi.
non è di sollievo la risata e non è di sollievo il ghigno, la faccia gli sta in faccia come il segno di contrazione e decontrazione. spasmo nervoso e poca risoluzione lo accompagnano nell'eseguire l'obbligo della presenza e si ritrova suo malgrado a conoscere il sentire di altri esseri che gli si fanno ostacolo senza nemmeno saperlo. ci sono volte in cui la determinazione dello schema soggiacente la postura e l'espressione delle bestie che gli contendono lo spazio, lui le conosce più nitidamente di quanto non potrebbe sopportare. ed allora abbozza e si arrangia ma quelli, fiutata la preda, sbavano e divorano il pasto di empatia senza nemmeno porsi il problema di mettersi a tavola da persone civilizzate. chi li capisce, essi credono, è a loro dovuto.
e, nel piegare la testa, tutto questo e quanto d'altro voi potrete immaginare, egli lo tace.
postato da: lucowski alle ore gennaio 01, 2008 18:21 |
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martedì, 01 gennaio 2008
riuscito a rimettermi in casa
a mezzanotte meno un quarto
di un altro 31 dicembre
guardato blob dell'anno
un'angoscia sopportabile
mi raggiunge ugualmente
la ragazza è viola
e distante
e sull'orlo del pianto
devo ricordarmi di non scoprirle le orecchie in pubblico
ora che verrà a farsi riprendere
non le piacciono
le sue orecchie
quanto piacciono
a me
postato da: lucowski alle ore gennaio 01, 2008 11:02 |
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