domenica, 29 luglio 2007

i contatti mancati

tra ciò che sei

e ciò che credevi

fosse tuo

la linea delle labbra

della vecchia quasi

morta

una vita intera

consumata

come rubriche

di telefoni cellulari

vertiginosamente

scomparse

una

dopo

l'altra



e dire che certi corpi alla fine

ti hanno raggiunta

e certi altri corpi hanno raggiunto me

e tutti questi altri

che se la ridono come da contratto

per qualcosa che si sono accordati stia succedendo

uomini e donne

fanno tra loro quella cosa

sai

proprio quella

e vite intere consumate come rubriche

perpetuamente cancellantisi

sono insultate dai risolini

quando si sospetta insieme

che uomini e donne

facciano tra loro

quella cosa

ma uomini e donne

si cagano e pisciano addosso

anche

e se qualcuno vomita

in contesto conviviale

i convitati tutti

(lo so da fonte certa)

sono a volte in grado

di continuare a conversare

postato da: lucowski alle ore luglio 29, 2007 20:41 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 29 luglio 2007
con un paio di manovre da manuale

eseguite con la sua vecchia auto

mi becco una forma di silente stima

da parte del mio vecchio

che posso chiamare così

in imitazione di una mia immaginata

adolescenza americana

ma lo so, in fondo, che a undici anni

non ho percorso a piedi

nessuno sterrato ferroviario

siamo in disfacimento
postato da: lucowski alle ore luglio 29, 2007 13:00 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 29 luglio 2007
è solo un segno infinitesimale

quello che lascio adesso

qui

per quando passerai

come toccarti la mascella

che tu smetta di battere i denti nel sonno

e poi restare incastrato

ti guardo dormire

pensando ancora una volta

a quella vecchia poesia

del migliore dei vecchi poeti
postato da: lucowski alle ore luglio 29, 2007 01:09 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 26 luglio 2007

oltre tutte queste parole

è così stupido cercare la pace

in altre parole

ma le mie dita sono precisamente in questo posto

come io sono precisamente in questo posto

come il passero sotto il pneumatico

l’amore nel sangue dentro il cazzo

e la luce colorata dentro occhi ed arcobaleni

e come queste e le altre stronzate

io stronzeggio nei miei ambiti di elezione




postato da: lucowski alle ore luglio 26, 2007 21:40 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 26 luglio 2007
questo è come il tempo ci trascorre

con le ragazzine che si inginocchiano

a fare piccoli pompini estivi

che non hanno nessuna importanza

sembrando a loro nell'esecuzione

il centro del mondo

e molto altro

questa è la fine del lancio

del mio pallone da calcio

volato verso il cielo del 1992

e questo è il tizio per il quale stavi sveglia

appesantito e goffo

mentre si sforza di fare colpo

questo è il luogo di destinazione

di tutti gli urli

a tutti i concerti

e negli anfiteatri

qualcuno sembra doverci qualcosa

qualcuno sembra doverci noi stessi

proprio adesso che è

questo quello che noi dobbiamo a noi stessi

adesso che il sole non è meno brillante

dell'estate in cui ti sei illuminata

lubrificando dita trovatesi a passare

tra le tue

invece che tra altre cosce

e proprio adesso

che i film ci trascorrono

come il tempo ci trascorre

senza coglierci nel pianto

dove la trama fa angolo



questo è come il tempo ci trascorre

la “franca sostanza del degrado”

percepita intera per un attimo solo

tra il momento di apparecchiare in tavola

e quello di lavare i piatti



la gente che non mi vede da mesi

prima mi sorride

poi mi dà un bacio

sulla guancia

quando

mi

incontra
postato da: lucowski alle ore luglio 26, 2007 21:05 | Permalink | commenti
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giovedì, 26 luglio 2007
quando i frammenti di sonno
si insinuano
demolitori
nel giorno che sboccia come una ferita
il ronzio della mosca che ti si posa su una guancia
è il dieniego alla proroga
il tuo consenso estorto
a che tu sia cosciente
postato da: lucowski alle ore luglio 26, 2007 08:21 | Permalink | commenti
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mercoledì, 25 luglio 2007
Vedo lo sfoggio della stessa malattia in tutti i movimenti di folle non affrontabili di quattro persone. Adesso che la gente mi siede accanto per accogliermi agevolmente nel conversare sociale, mi chiedo se qualcosa mi mancasse allora, se mi manca adesso, se ne sento la mancanza, se la sentissi allora. I vestiti delle minuscole schegge di sesso infasciate in corpo di ragazzina abbronzata mi danno la nausea dei fiori anneriti, la fila davanti al bancone di segmentazioni umane che sostengono il peso degli sguardi attraverso la protesi fusionale dei gesti codificati mi ferisce gli occhi ed evito appena in tempo di immaginarmi mentre li guardo.
postato da: lucowski alle ore luglio 25, 2007 23:57 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 25 luglio 2007

Appropriazione dello spazio, mani attaccate ai polsi attaccati alle braccia attaccate a me. Dimmi lo stesso del tuo corpo, ora. Segue la parola. Pare che stiamo aprendo la bocca sottacqua, non trovi anche tu?

Avvicino la mia figura allo scambio sociale, il tocco del gomito della sconosciuta su un autobus nel millenovecentonovantaquattro voleva dire sicuramente qualcosa che è sfuggito a me quanto alla sconosciuta. Il tratto d'angoscia che detengo pronto all'uso nel mio arsenale di malattia sta nel diversificare i criteri di significanza* tra me e la sconosciuta. Lei sicuramente deve saperne di più-pensai ritraendomi, cosiderando di avvicinarmi di nuovo. Il vero decentramento, mi chiedo se qualcuno lo ha mai padroneggiato. Queste galassie, per quanto ti vedo innalzare uno sguardo geometrico, amica mia, per te sono sempre alla sinistra del tuo occhio truccato. Il gioco è talmente viziato all'origine che nove giorni su dieci non mi va di partecipare.

Applicazione nello spazio, ingordigia calcolatata dello spostare la focalizzazione percettiva della quattordicenne sull'argomento “scopate”. Sono freddo come il ghiaccio, guardatemi operare nell'estate del duemilauno dopo cristo. Eccola indulgere nella confessione, coi suoi occhietti affamati come cuccioli di aquila: il bagnino le ha detto che la sua fica sa di fragola. Sarebbe davvero tecnicamente possibile che io le allargassi le gambe, potrei posare le mani sull'interno delle sue cosce, quella parte bianca che sostiene il ruolo destinato all'apporto di “morbida intimità tattile”. Il primo contatto con un questa area epidermica, se ben riuscito, è un lasciapassare che conduce anche al buco del culo della preda, nei casi fortunati. Siamo nel duemilauno, ed io tutto questo lo so, perchè mi sono applicato allo spazio che condivido con la ragazzina. Sono riuscito ad applicarmi perchè mi sono messo nella condizione di poter descrivere, adesso, il mio stato in quegli istanti col richiamo ai miei ed ai vostri sistemi di denotazione, connotazione e conoscenza enciclopedica, operante nella proposizione “sono freddo come il ghiacchio”. Ed adesso questo pezzo funzionerebbe come la più classica delle arance ad orologeria, se io passassi a descrivere la mia versione del duemilauno in situazione di congelamento emotivo-sensoriale, incapace di sollevare le braccia. Mi basterebbe così poco.


Ritiro dell'investimento di sé nello spazio, gli spiriti migliori continuano a lavorarci.



* si tratta, ovviamente, di significanti di altri significanti.

postato da: lucowski alle ore luglio 25, 2007 20:25 | Permalink | commenti
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mercoledì, 25 luglio 2007
Benvenuti nella simulazione. Ma pare che i convenevoli li abbiano già fatti Pindaro, Leon Battista Alberti, Guicciardini, David Bowie, Philip Roth e tutti gli altri. Vorrei avercele nella cintura tutte le loro parole, per fingere meglio. La verità balbetta e le donne poi non cedono. Anche la voce che scaturisce dal singhiozzo sa la formula in cui si va modulando.

(Professore, le sei definizioni di cultura che il testo propone sono in realtà così frammentarie e strumentali che non è nemmeno il caso di citarle. Sarebbe il caso di convenire che esse sono contenute in quella, migliore, secondo cui la cultura è l'ambito cui è stata destinata la pressione selettiva nella specie umana, come la menzogna).
postato da: lucowski alle ore luglio 25, 2007 16:41 | Permalink | commenti
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mercoledì, 25 luglio 2007

Il lato della casa alla mia destra mi entra in casa dalla finestra. Esposto al sole. Non io. Stomaco capiente-penso-mentre butto giù un sorso enorme di succo di frutta multivitaminico, prima del caffè. Molte vitamine, per non morire giovane. Masturbarsi per lo stesso motivo, negli angoli del tempo passato. Il succo di frutta multivitaminico contiene succo d'arancia, che non andrebbe per nessun motivo fatto precedere al caffè. Lo stomaco (capiente) non apprezzerebbe. Ma io posso. Lo stomaco, capiente, regge. Ho una certa forza. Il cazzo mi si può alzare e può svuotarmi molte volte in una giornata. Ci metto anche una sigaretta, sul succo e sulla dose di caffè. Doppia dose, due tazzine, due sigarette. Per nulla stomacato, resisto. Quasi quasi accendo ancora una pall mall. Rossa. In. Hoc. Signo. Vinces? Moi? Il sole colpisce il lato della casa che mi entra in casa dalla finestra alla mia destra, le sigarette non mi aiuteranno a restare in vita a lungo quanto progetto, il cazzo mi resterà dritto meno spesso, con l'andare degli anni, in tutti i casi. La forza che si riflette sulla pelle delle ragazzine non è la forza del mio stomaco che regge (persino la coca cola) assalti di prima mattina, e certe mattine mi sembra che sia la prima ogni mattina. Masturbarsi per lo stesso motivo negli angoli del tempo. (Vinces?).

postato da: lucowski alle ore luglio 25, 2007 10:17 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 13 luglio 2007
il semplice dato di fatto

è che sei più aggraziata dei gatti

e spesso nemmeno te ne rendi conto

la linea dei tuoi zigomi mentre dormi

è la strafottuta alba

che solo il mio sguardo consuma

è come avere un'allucinazione

temendo che uno qualunque

possa vederla insieme a te



una minuscola poltiglia di luce

nelle linee che richiudi attorno a te

non si curerebbe di tutto questo

esattamente come tu non saprai mai

che sei più aggraziata dei gatti

e non puoi avere idea

di cosa sia il tuo corpo minuscolo

velato nel respiro che si sente appena

perchè non sarai mai tu

a chiudere le braccia

attorno a te stessa
postato da: lucowski alle ore luglio 13, 2007 21:14 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 08 luglio 2007
un bacio per te,

alba del becchino

un bacio per la falce che recide

lo stelo del mio fiore

un bacio

ed uno scontrino
postato da: lucowski alle ore luglio 08, 2007 19:43 | Permalink | commenti
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mercoledì, 04 luglio 2007
calzini spaiati

enormi bozzi fuoriscena

sull'interno coscia di ballerine

cui il tempo non ha ancora tolto tutto

i locali emanano il fetore dello scolo di fogna

la baia si gonfia dove defluisce il fiume di schiuma

non mi salvare

non mi salvare

non mi salvare

la fine del topo sta dove hai rotto il cazzo

alla persona sbagliata

per i motivi giusti

in maniera irrilevante

calzini spaiati

gusci di noce

escrescenze cartilaginose sui becchi delle galline

il topo è rimasto cadavere

dove hai vomitato ed hanno finto di non vedere

per poterti scopare di nuovo

con soddisfazione sociale

la prossima volta che esci

le tette mezzo di fuori

come se dentro ci fosse qualcosa di più lucente e bello

che capezzoli di donna



(non mi salvare

non mi salvare

non mi salvare



la partita si decide

cambiando inquadratura

un attimo prima

che entrino in campo medio

calzini spaiati

gusci di noce

escrescenze...)
postato da: lucowski alle ore luglio 04, 2007 23:00 | Permalink | commenti
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mercoledì, 04 luglio 2007
le cose sono infinite

non stancano

dilaniano

incantano

annullano

ho intravisto volti

in tutti questi anni

bocche che diventavano O maiuscole di stupore

prima di ingrandire ancora il loro perimetro

nello sbadiglio in cui tutto è fottuto
postato da: lucowski alle ore luglio 04, 2007 23:00 | Permalink | commenti
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domenica, 01 luglio 2007
al fondo del lettone della nonna

c'era un minuscola bambina coi capelli neri

ed occhi enormi che si mangiano il resto del mio ricordo

la bambina veniva dal sud america

e dovevo trovare altro che dire qualcosa di brillante

per prenderla all'amo e scoprire in lei qualcosa

la mia esistenza

le possibilità di una qualche gioia

o i passi verso la vita o la luce e la risata

così optai per quella capriola

una cosa da vedere

e la presi

imbroccai il gesto

e la grazia

ed ebbi gli occhi della bambina

che divorano il resto del ricordo

ed il vortice di questo momento



(di tutto quello che va perduto

non è che si potesse davvero fare a meno

ma siamo ancora qui

in qualche modo

tra pesche, ossa, costellazioni,

caschi d'acciaio da salone di bellezza,

ricordi

ed altre cose che non significano niente)
postato da: lucowski alle ore luglio 01, 2007 19:16 | Permalink | commenti (3)
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