martedì, 29 maggio 2007
infila una scarpa e poi l'altra, nel mondo sarà l'attimo di ritardo con cui provvederà ad infilare la faccia nell'espressione che la faccia deve avere a tradirlo. i doveri mimici gli sono sempre stati di peso, così è avvenuto che egli li abbandonasse, a volte, per intere desertiche regioni di tempo. sabbia e sangue secco che diventa pulviscolo, poi si assottiglia ancora, perchè il respiro sia rosso abbastanza. fuori sarà come respirare vernice scrostata, e non lo sarà per niente.

i bambini sembrano avere, a volte, una certa luce di identificazione poco a sinistra, in alto dentro l'iride. a volte i bambini sembrano averlo capito, infila una scarpa e poi l'altra. ciò che crede dei bambini è quasi certamente un'impressione fallace.
postato da: lucowski alle ore maggio 29, 2007 17:55 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 27 maggio 2007
Infila la tua fiducia in esseri umani, volti, pezzetti di intelletto con gambe e braccia e culo mortale. Lucidati dall'industria del tuo amore consistente, scartavetrati, li vedrai mettersi in vendita. E non voglio che più nessuno mi entri in testa. Casa mia, casa mia, casa mia. Alla mia porta si accostano le bestie e trovano dimora i dormienti, non voglio che sappiate chi io sia, non voglio sapere chi siete voi. In tutte queste ore e per tutti questi spazi, strade, stanze di idiozia sociale, la mia pelle ha rischiato di squarciarsi in sorrisi verticali e obliqui. Non voglio che nessuno mi entri in testa, mai più. Tuttavia nel mio gesto è l'aprirsi del cranio, sempre reiterato. Vorrei poter evitare i tuoi occhi, cucciolo di donna, ma il sesso ci precorre, l'intenzione ci anticipa, irrealizzabile.

Dall'esterno sento grattare sulle mie pareti.
postato da: lucowski alle ore maggio 27, 2007 16:22 | Permalink | commenti
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sabato, 26 maggio 2007
Adesso, nella pozza del tempo, eccoci

in queste nuove piccole disposizioni corporee

con tutta questa umanità frapposta

come file di pali del telefono

da cui pendono cadaveri mal riposti

ed eccoci, adesso, nella pozza dello spazio

un cuore adoperato come palla da baseball

tra pallottole argentee di risa infantili

la stella decaduta sulla tua guancia umida

ecco noi due

e tutti gli altri

in cubicoli di cemento

dietro grate di scarsa fiducia

potrei passare le dita sull'incubo vitreo della finestra

come ricostruire una parata di corpi nudi

nell'allucinazione di un piano sequenza

mentre cani rintuzzano banalmente la morte

gridando d'innocenza contro ferro e cemento

mentre parole muovono inconsistenti

attraverso il nero troppo liquido della notte

ma questo non sarebbe d'aiuto

in ciò non ti avrei raggiunta

dove sei adesso

nella cabina di plastica trasparente dell'atmosfera

nella pozza del silenzio

con tutta questa carne viva frapposta

tra me e te e le nostre nuove piccole disposizione

componete il cadavere che la vecchia non sbianchi

inserite ovatta che le guance non caschino

nel sesso è sempre un po' più di verità

di quanta gli esseri non vogliano conoscere

smettete la cerimonia

calate la notte sulle palpebre di ognuno



il ragazzo conosce un posticino

in cui non lo scoveranno

rannicchiato

ha visto sparire molti insetti

alla fine dell'estate

e

non visto

confida di poter fare altrettanto.
postato da: lucowski alle ore maggio 26, 2007 00:26 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 03 maggio 2007
La sostanza della questione

è il restare a margine della sostanza

di ogni questione

idolatrato incanto, appassirai,

dove le vespe fanno il nido

coriandoli di parole balbettate

si dissolvono nella marcescenza della carta bagnata

quando il vecchio inizia il suo racconto

non c'è nessuno ad ascoltarlo

quando i giovani ne sentono la forza vettoriale,

dritta come un fuso, irrompere nel cuore del vuoto

preferiscono dimenticare.

la sostanza della questione

si rivela nella tela del ragno

morto di vecchiaia en attendent la mosca

nella calcificazione dello sperma vecchio

in sconfitte non segnate, dimenticanze

dove le vespe fanno il nido

dove le vespe fanno il nido

dove

le vespe
postato da: lucowski alle ore maggio 03, 2007 00:18 | Permalink | commenti (8)
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martedì, 01 maggio 2007
una parte di me dice all'altra che lo strazio è diverso, quando attendi che lei torni. l'altra ribatte che nel fondo del cuore sappiamo sempre che non tornerà. questa volta o la prossima, non tornerà.

oh, potrei lanciarmi dritto filato nel cuore delle stelle, tanto per essere più sentimentale. potrei aggiungere evoluzioni di grazia alle parole, e prenderti in un cerchio d'oro e farti volare.

se tu fossi qui, sulle mie ginocchia, adesso, non saprei dire una parola.
postato da: lucowski alle ore maggio 01, 2007 22:54 | Permalink | commenti
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