lunedì, 26 giugno 2006
che non basterebbe un libro intero per descrivere cinque minuti di vita interiore
che non basterebbe parlarne finché hai fiato
ed io mi chiedo dove siano a quest’ora di notte
quelle ragazze con cui ho sognato di fuggire in messico
fare sesso
avere figli in gran numero
mangiare gelato stando nudi sotto le stelle cadenti
mi chiedo dove siate voi
in un’ora ed in una notte come questa
dove siete mentre un lembo del mio cervello brilla di terrore

aspetto di stringere le spalle di una donna tra le mani
sentirla respirare con maggiore concitazione
aspetto il mio nome nell’orgasmo
ed un altro attimo di vita eterna
voi dove siete?
teste di cazzo
voi che siete riusciti a trattenervi dalle lacrime mentre mi guardavate negli occhi
facendomi comunque sapere che avreste pianto dopo
comunicandomelo inequivocabilmente senza dirlo
la ragazza con le mutandine gialle che venne a dormire a casa mia quella notte
di mercoledì
potrebbe essere per esempio sotto un uomo che sta per venire
mentre lei ha la testa da tutt’altra parte
in ogni caso spero questa notte non sogni di morire
non veda se stessa né chi ama perdere sangue
non ci siano urla e ferite nel suo nero
non basterebbe una vita e non basterebbe un libro
nemmeno per dire di un incubo soltanto
lei ne avrà avuti migliaia

ed un tizio salì in camera mia a modena
in quel pezzetto della mia vita che pare cartoncino attaccato su una tempera
rispetto al resto
ha il bordo più alto
fa spessore ed è maggiormente artificiale
laddove
tanto
è artificiale tutto quanto
quel tizio
avrà vinto un torneo di scacchi
adesso starà facendosi coraggio
o forse dorme

magari
dorme e sorride
di certo suo padre è ancora morto
mentre voi
se siete arrivati fino a qui
potreste provare a riflettere
che se non basta una vita
e non basta un libro
potrebbe anche darsi
che io non vi abbia detto un bel niente.
postato da: lucowski alle ore giugno 26, 2006 02:03 | Permalink | commenti (7)
categoria:
domenica, 25 giugno 2006
mentre lei si solleva
stanca di tutto questo caldo
che le gira intorno solidificando brani d’aria infetta
vedo me stesso dirigermi verso la stanza da bagno
il predominio del bianco
la lametta ripetutamente mi percorre i polsi
l’incrocio delle T
il sangue
la liberazione
la pace
ma non lo faccio
come non faccio mai nulla
di veramente intelligente
lei non si volta
come fa di solito
per lasciarmi uno sguardo dolce
a cui attaccarmi in sua assenza
la memoria è residuo-ci piace pensare-
la memoria è menzogna
piacevole soffrire
ricostruzione
imbroglio
e palingenesi dilettantesca

qualcun altro si nutre dove tu hai pasteggiato
le acque più limpide della tua infanzia
nereggiano di sciami d’api, nugoli di zanzare
tutte le notti gli imeni squarciati sanno solo l’indifferenza
l’interno di genitali femminili abbandonati somiglia a poltiglia d’uva marcia
è cullarsi economico questo rimestare nel passato, come fosse vero.
la morte occhieggia come il suicidio e la vita matrimoniale
questa volta non si gira a guardarmi
non sono un bello spettacolo
postato da: lucowski alle ore giugno 25, 2006 18:43 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 22 giugno 2006
nel vortice freddo di tutte quelle esistenze
che gi si paravano dinnanzi come la successione dei suoi peggiori incubi personificati ed infetti e marci e ancora in vita
avevano luogo miracoli
la luce traboccava sotto le porte e negli angoli
inaspettata e travolgente
la tigre che balza
i gatti volanti in quella foto di salvador dalì

"infila un altro dito, amore, ti prego".
postato da: lucowski alle ore giugno 22, 2006 03:00 | Permalink | commenti (27)
categoria:
martedì, 13 giugno 2006

come un bimbo fuori di testa
che leva il capo in un vogliomorire
questo corpo si colloca al centro di una figura geometrica inconosciuta
come odore di urina nelle stazioni delle grandi città
come afrore di cosmesi recente
residuo di un canto dimenticato


la bottiglia di vino sta di fianco al pasto
la disposizione di piatti e bicchieri e posate
è sempre liturgica
per quel che si può
per quel che conviene


l'ulcera è in attesa?
infiammazione e buco, quanto ne sappiamo?


un uomo, una bottiglia,
un'affermazione ed un corpo
non importa quanto ne sappiamo
conta soltanto quello che riusciamo a dire



gli occhi si sgranano
la gente ha paura

postato da: lucowski alle ore giugno 13, 2006 16:16 | Permalink | commenti (19)
categoria:
domenica, 11 giugno 2006
quando avevo 16 anni
mio padre mi ha scagliato sopra una pila di casse di birra


ho spesso percorso strade deserte
nei giorni che seguirono
perlopiù in piena notte


non avevo il coraggio
di allungare le mani
sulla pelle delle ragazze


spinsi via mio padre
quando mi fui rialzato
con molta forza
più forza di quanto sapessi di avere


non l'ho trovato per anni
il coraggio di toccarvi
e voi eravate tutte molto belle
le vostre vulve
più o meno come dice m. houellebecq
erano attraenti

attraenti
come le vulve di tutte le donne


forse ho scopato sulla spiaggia
in mezzo ad un mucchio di persone
con due ragazze in una volta sola
ma non me ne ricordo

di notti ne passarono comunque
ancora molte
e per le strade notturne
io mi sentivo speciale
mentre ora scrivo questo
perchè sono terrorizzato
ho paura di dimenticare


col tempo sono stato capace
di avere una donna
ci credereste?
conto d'albergo pagato da lei
amore
e quando le ho detto:vieni
ha urlato:si
ed è venuta
forte come io non credevo possibile


altre volte ho perso
e quando farà caldo
rifletterò sulla cosa
camminando per le stesse strade deserte
di notte
vecchio come sono adesso
molto più vecchio di prima

adesso aspetto che squilli il telefono
sono di nuovo in combutta con l'eternità
postato da: lucowski25 alle ore giugno 11, 2006 01:18 | Permalink | commenti (4)
categoria:
giovedì, 01 giugno 2006
qualcosa continua sempre a non andare per il verso giusto
come una coppia di innamorati che percorre in metropolitana
i ventri erbivori di una città enorme
dove gli uomini hanno smesso di distinguere vita e morte dei loro simili
badando piuttosto
per questioni d’igiene
a separare salute e marcescenza
le pose delle donne provengono nelle linee e nelle risa
dagli spot pubblicitari
dalla paresi didatticamente appresa e conservata
delle vecchie illustrazioni orientali

come una coppia di innamorati che percorre i ventri
può levare lo sguardo
e vedere che nulla attorno partecipa della gioia dei loro corpi
così
le scintille schivano ossa frantumante e guardoni e cani morti
senza mai propagare
comunque
l’incendio

signore come ossa tenute insieme dall’eco di una vita
andata
che per qualche notte ancora continuerà a scivolare
propagarsi
eludere i controlli
in spazio di dimenticanza
in una stanza che puzza di saponette stantie

giovani donne sognano spiagge ed oceani

di giorno
la maggior parte dei volti
si raggela in ghigno

eppure le tue dita parlano e parlano e parlano
a me
che
come disse margherita di certi libri di p. roth
sono troppo romantico.
postato da: lucowski alle ore giugno 01, 2006 21:59 | Permalink | commenti (3)
categoria: