AVEVO IN TASCA DUE VECCHIE, ODIOSE POESIE. SONO PASSATO ACCANTO AD UN COMPUTER, CHE PECCATO! SEMPRE
LA MIA MENTE
SI COMPORTA MALE
gingillandomi a calcolare quante volte hai buttato giù sperma
quasi mi metto a piangere
per la negazione pura e semplice
che io sia tutto ciò che esiste
non è giusto
considerate la mia semenza
non fu mica fatta, diocristo,
per essere confusa con le altre
dentro il tuo stomaco
o sì
forse sì
invece
io non sono tutto l'universo
non sono il negro con il pisello che arriva al ginocchio
non sono il demone che rompe le pance
non sono la parola che impasta la tua bocca prima di dormire
non l'unico nome
e nemmeno del tutto distinto dagli altri
bestie inoffensive
principia imperant
cane mangia cane
ed ecco un cazzo
ecco una fica
e citare la fonte
eccitare la femmina
sempre
sempre
sempre
tutte le femmine del mondo
sono l'unico io
ad averci il cazzo tra le cosce
e se anche altri ce l'hanno
il mio è comunque migliore
anatomico per ogni clitoride
carenato per buchi d'ogni foggia
maneggevole e grosso
e gonfio di sangue e dolce
con quelle linee conosciute da una parte dell'umanità
e di cui tutto il resto è curioso
grafico, calcolo, amore, rilevare quanto è giusto scoparsi chiunque
o anche monogamia
vecchiaia serena con biblioteca privata fornitissima
leggere tutti i romanzi russi
e figliare esseri di incanto e sofferenza
meccanici, acrobati, storpi, poeti, pompieri, maniaci sessuali
figliare anche animali da cortile e mezzi agricoli ed una corposa raccolta di poesie
grappoli di cancro in tutti i corpi che incontri
paura dell'oscuro desiderio e dell'oggetto di.
messo
in controluce
ne hai succhiati di cazzi,
vero?
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ti sei sfilata il maglione
hai messo la testa dentro la camicia di notte
e sei entrata a letto
palpitante di qualcosa
certe volte abbiamo scopato come se fossimo in guerra col diavolo
oppure hai avuto paura che ti stessi portando via qualcosa che tenevi nascosto
tutto questo dovrebbe essere ancora dentro la tua testa, direi, siamo persone come si deve
fottuti fatti e finiti idioti paralizzati nella ripetizione
tutti e due
come anche angelici, concesso.
una notte ti sei sfilata il maglione e
hai messo la testa dentro la camicia da notte
potremmo concordare che sia andata così
prima di digitare con rapidità ed entusiasmo
frasi che comunicavano come tu ti fermassi ad ascoltare il flusso del tuo sangue
per trovare
me
una notte
poi
mi hai tolto di mezzo
che non lo avresti potuto ricevere
il suo cazzo adorato e temuto ed amato
se prima non mi avessi sbattuto fuori
adesso devi riposare
devi sgombrare la testa da questa paura che ti assale
come una bestia nera ai margini del tuo campo visivo
ed io ti sorrido dolce come un bimbo
mi incanto della tua luce inebriante
ti adoro
e spero che ti becchi le piattole