giovedì, 29 dicembre 2005
ma poi mi manca sempre la forza
o sono stanco
o comunque arrivo in ritardo
è il vaso pieno di fiori marciti
è la tomba cui hai dimenticato di fare visita
o la ragazza di cui eri quasi innamorato
ma ora non fa niente
è solo una chiacchiera nell’intervallo
tra il primo ed il secondo atto
della rappresentazione teatrale
è la spinta a spiccare un salto fuoriluogo
sulla strada del ritorno a casa tua
dopo una notte di occhi brillanti
è il vago ricordo di un’estate scintillante
in un novembre neanche piovoso
sei tu dopo due giorni che ti ho persa
mentre sollevi tra le dita
un cucchiaino da caffè pieno di zucchero
uscendo dal sonno ancora una volta
sei tu che allacci la cintura di sicurezza
portando te stessa in posto in cui non vuoi andare
ma non fa niente
e solo che sei un po’ stanca questa mattina
è solo il tepore del pranzo che ti resta nello stomaco
mentre il cadavere di un gatto
spappolato sull’asfalto rovente
inizia ad assorbire il calore
invece di cedere il suo al mondo
come quando era vita.
mercoledì, 28 dicembre 2005
"(...)restiamo appesi come un'ugola
a tutto ciò che non siamo disposti ad accettare"
-mercyseat
martedì, 27 dicembre 2005
vive dentro una fantasia di annegamento. non riesce più a darcela a bere, lo stronzo. gli abbiamo prestato fede, ha rubato. ha imbrogliato. ha ucciso. in giorni di luce perfetta è stato capace di ingravidarsi le dita di ombre schifose, in incognito totale, in perpetua masturbazione. ma adesso possiamo usare su di lui le lame, farcirgli le ossa di pezzetti di legno, possiamo infilargli quel tubo di gomma nera che abbiamo tenuto da conto nel corso di questi anni di serate di gala e pestilenze, possiamo ficcarglielo giù per la gola ed avremo trovato un buon posto per tutta quella roba nera che continua a colarci fuori dalle palle degli occhi e dalle bocche che per pudore e rispetto della legge teniamo occultate sotto strati di stoffa, dentro le camice.
è questo il momento. adesso che l'acqua gli gonfia le guance, lo stronzo dovrà aprire la bocca per sputare.
avanti, facciamolo a pezzi.
martedì, 27 dicembre 2005
le camere da letto brulicano di cose che camminano
sui corpi e lungo le linee verticali dei muri di allucinazione che possiamo concederci ogni vita si arrampica e beve e piscia veleno
(come una massa tumorale sulla nuca)
-una zanzara gonfia di sangue nero come merda malata-
domenica, 25 dicembre 2005
"ma che vaffanculo!"
-gerardo cristiano.
sabato, 24 dicembre 2005
CANTO DI NATALE (IN MEMORIA DI UNA RAGAZZA CHE OSSERVAVA SCARPE DA GINNASTICA ROSA SU E-BAY) (PER LE CLINICHE, PER LE DOTTORESSE)
non è vero che ci assomigliamo
sono di un'altra razza
altre dita
altro sangue
altri insensati tentativi di appiglio mi attendono nel vuoto
fuori da questa finestra e se potessi averti non ti vorrei
ragazzina, idiota,
occhi che brillano, questo te lo riconosco. ma l'identità che possiamo installare, il nostro medesimo pulsante sistema idraulico, la comunanza fisiologica,
questo cuore stragonfio di sangue, questi tratti di intestino intorcigliato
ci ingannano
quando l'uno all'altro riconosciamo il dolore ed il bisogno di defecare ed essere amati
non è vero che ci assomigliamo..."nei supplizi cantavo" e tu avresti potuto vedermi
del mio canto le tue orecchie avrebbero sanguinato senza che tu sapessi:
ti ucciderei in ogni vicolo in cui dovessi incontrarti
questa notte, se solo ne avessi il coraggio. ficcati in testa che
non reclamo la tua morte per un errore del consesso umano, per un difetto di forma io non ti squarcio lo stomaco.
giovedì, 15 dicembre 2005
la conclusione
è nel rogo
nei pugnali
nelle tue stesse dita
sorprese a comporre sonatine di ruggine
partiture per unghie scivolate
in intervalli asciutto-umido-elettrificato
la conclusione
è solo una parola
è inganno
perpetrato in sincerità
sei bellissima nelle labbra
dischiuse ad accogliermi:
nel nero degli occhi
un velo si sposta
incanto e violazione:
in bocca hai qualcosa di mio
che potrebbe nascondersi
qualcosa che forse
non potrai lavare via
adesso dormi
(dormi)
(ora)
(risciacqua)
(adora)
(i giovani sono esuberanti)
venerdì, 09 dicembre 2005
"ami?"
stephen king, "scheletri".
sabato, 03 dicembre 2005
Santo, Musa,
cristo d'un dio, v'avevo scritto una di quelle cose che scrivo alle persone una volta ogni due o tre anni. poi è saltata la corrente.
c'era dentro eggers, la dinamite, la questione del rispetto, la prefazione di buk a ask the dust, l'oro nell'immmondezzaio pubblico...
altro che autoderminazione, ero scivolato nel mio migliore stato di ipnosi, scrivendovi.
e non lo saprete mai.