lunedì, 29 agosto 2005
nel cemento, tra le altalene, sugli autobus di linea urbana e dovunque
la presa di coscienza avviene sempre al prezzo di carni lacerate e prolungati stati di intollerabile vergogna
passiamo, tutti quanti, in mezzo a queste facce
tra questi vestiti
sfiorati dalle stoffe indecenti, vediamo la gente combattere perchè tutto sembri apposto
ma i corpi mostrano il segno indifferenziatamente
i corpi si portano addosso le risposte
quando forse non conta sul serio
quali siano le domande.
ora uno domina a fatica l'istinto di strapparsi il pene,
ora un'altro piega la testa ed immagina come serebbe fare sesso con un neonato.
la farsa prosegue
tuttavia
proseguiamo
come se fossimo vivi
in questi atti forzatamente decenti
comunque
e fin troppo spesso
intuendo la possibilità
e solo quella
di un contatto tiepido e reale con qualcosa che dovrebbe essere umano
mentre qualcuno, non visto, chiude uno storpio dentro un armadio puzzolente di dieci anni d'abbandono.
postato da: lucowski alle ore agosto 29, 2005 20:09 | Permalink | commenti (32)
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giovedì, 25 agosto 2005
IL PENE CHE S'ALLUNGA NELLA GAMBA DESTRA DEI MIEI PANTALONI NON RAGGIUNGERA' MAI IL GINOCCHIO EPPURE L'INTENTO PARE PROPRIO QUELLO
tremare ed oltre
ho bevuto il veleno pure io circostanze avverse versione vecchia in nuovo paradigma operazioni di borsa avanti col secchio di sangue scambio di fluidi organici senza permesso mors est stipendium vitae premio interattivo è il dolore nella sera d'estate rossa la brace l'amore rinsecchito una striscia di pelle gemma per un fiore una striscia di pelle che al momento opportuno potrai consumare nascosta sotto le lenzuola piccoli morsi e pervicace lenta masticazione la notte rimedi alle inedie del giorno la notte ripari i mancati sussulti gli assalti in gemmazione gli assalti la carne contro la carne sbatte stringo tra le gambe un gluteo umano femminile mi pare di donna questo senso inebetito questo incurante oscillare nell'imperitura speranza di aprire lo squarcio e tuffarmicu dentro ora la carne sulla carne pestata e trafitta e portata via a chi distratto mi ha permesso l'orgasmo le mosche il caldo sudato la vernice che cola dai volti come sperma radioattivo mille canzocine d'auguri e buonavita tremare ed oltre contro la carne la carne dispongo e sulle rovine bandiere e placenta e polvere d'oro e lingue in marcia e cazzi in marcescenza pressessuale sentirti arrapata-intorpidita
velenosa
ed aliena
postato da: lucowski alle ore agosto 25, 2005 16:25 | Permalink | commenti
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martedì, 23 agosto 2005
perfettamente lucido ed ottuso dirigo la punta di un dito sopra l'orecchio destro intervallando carezze e piccoli graffi fino ad ottenere che la conversazione sia trasformata in una trattativa di ordine sessuale comando l'orgasmo successivo all'ellissi delle pratiche di denudamento conservo il ricordo per poi crollare addormentato con il cazzo ancora gocciolante sono un bravo giovane?
che questa gente sia diversa da quella che appoggiava i nazisti è una supposizione non proprio motivata dalla logica ma adesso non mi va di discuterne parliamo piuttosto del tuo peccato mortale tu mi hai fatto sentire che ti si stavano gonfiando palloncini colorati nella testa con su scritto il mio nome
non mi va giù che poi tu possa venire a me bella tranquilla ed esaltare le doti di amante del tuo nuovo amante
prova a capirmi
sono imperfetto e mi brucia un tantino dove mi hai baciato alle tre di notte
e mi fa male il braccio cui ti sei attaccata
questa gente è sul serio diversa da quella che appoggiava i nazisti?
mi sento male e tu giri con le tette tutte fuori
bukowski afferma in alcune lettere che ogni volta che diciamo buongiorno a qualcuno senza volere sul serio augurargli una buona giornata stiamo mutilando noi stessi
bukowski brilla
buongiorno a tutti.


alle cinque del mattino senza un buco in cui infilarmi
inizio a scrivere qualcosa come una lettera richiesta d'aiuto ma non sono del tutto convinto penso alla ragazza coi capelli rossi a quella coi capelli color paglia alle poesie dimenticate fra pagine di libri sporchi di sangue invece di avviarmi verso un cuscino un cappio un preservativo usato una stanza da bagno mi hai mostrato le gambe fino all'ingresso principale e sul momento è stata davvero una gran cortesia da parte tua solo che il prezzo di ogni cosa risulta inevitabilemte sproporzionato rispetto al reale valore della cosa stessa innegabilmente il soffitto di questa stanza trama un crollo così come la gonna corta in cui ti sei infilata trama una nuova penetrazione innegabilemente non sono pronto ad affrontare il soffitto nè te
postato da: lucowski alle ore agosto 23, 2005 00:55 | Permalink | commenti
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giovedì, 11 agosto 2005

IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI ANTONINO SCUZZA

"non una questione di punti di vista
non direi proprio
più un fatto acclarato ed innegabile
la gelida
serena
stupida
constatazione
che tutto quanto fa veramente schifo."

postato da: lucowski alle ore agosto 11, 2005 15:02 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 03 agosto 2005

1
mentre tiro fuori il pene per pisciare di pomeriggio il pensiero di quanto l'umanità sia riprovevole mi attraversa la testa bacata fulmineamente, lasciandomi bello tostato. immagino un maschio bianco anglosassone vestito scuro, con un ombrello nero britannico quant'altri mai, che pronuncia ad alta voce la frase in cui si predica dell'umanità che è riprovevole. c'è da dedurre che io sono anche questo.

2
gli insetti si accalcano attorno alla tua figura ferma
tutto suona come l'ennesimo inganno inventato ad arte
considerazione da avvoltoio ali frantumate al solo pensiero di potermi alzare in volo l'odore del mare l'orina i segnali di morte nella parte più esterna del campo visivo il panico e l'astrazione del coito mentre il coito è ancora in corso...
3
nella stanza non c'è aria a sufficienza
le pance si rovesciano in strada
fra animali morti e odori di vernici biologiche ricavate da embrioni scongelati per mancanza di fondi statali
in suppurazione in marcescenza
il campo l'ambito di riferimento il collasso l'estrema vergogna l'inganno del ricordo contiguo la donna che apre e chiude le gambe a ritmo ridicolo così velove che quasi se ne viene che razza di sfregamento ho una pistola in tasca sono felice di vederti flussi continui di odori vegetali grasso corporeo stretto fra corpi e corpi stretti nel grasso corporeo senza alcuna delimitazione l'una e l'altra carne colando e colando e la signora zingara in strada seduta scalda ed inzuppa di fica uno sgabello che sembra uno scranno che sembra il trono di un sovrano grottesco scaraventato al dominio della vista nell'atto della defecazione sanguinante emorroica legge i genitali dei passanti per pochi spicccioli e scopre romanzoni ottocenteschi nelle attaccature i peli delle fiche rigurtita imbarazzanti presagi basati sulle linee intersecanti se stesse affioranti per l'estensione epidermica coglionare di brave persone pronte alle orge ai rituali di sangue ed alle scarnificazioni mica tutti siamo vivi mica tutti siamo amati vorresti passarmi un dito dietro l'orecchio e poi seguire la linea delle ossa la mia schiena piegata in angoli inimmaginabili raccoglie il disagio di un'altra sera di diniego e vedo con vivo disgusto questo eterno bisogno di reciproca masturbazione mentre contatto il mio contatto perchè ho bisogno di infilarlo repentinamente dentro uno stomaco nell'interstizio vaginale di un'amante taciturna ho come un leggero desiderio di rimpianti per il risveglio incanti per la notte imminente inderogabile strutture di ripartizione eponima riguardo le figure umane in contrasto ed accoppiamento e i colori e le forme ripugna l'idea che si stia scrollando di dosso l'ennesima goccia di sperma questa ragazzina iperpenetrata quanto coraggio nel ricreare ancora più spazio ricettivo di quanto mai oserei pensare quanto incanto e quale pornografico rispetto suscita in me l'asserzione dell'anosgarmia nella donna nella donna nella donna nella donna entro nella donna entro nella donna ma un attimo ho da fare questo impiglio con la lingua prima di poter pensare a qualcosa di meglio ho da fare questa cosa meccanica mentre ti scusi se mi rovesci in bocca tutto l'umore di te tutto l'umore nella bocca nella bocca ti ostini a dire che non devo farti venire di lingua e ti ostini a rinnegare qualcosa di ovvio e scontato come il desiderio di sangue e l'ansia di taglio e rottura dei tessuti è come l'anelito per la comparsa dell'arcobaleno sposta il dito il campo l'ambito di rifermimento il collasso l'estrema vergogna e l'invezione puerile del ricordo la donna apre ancora e chiude e riapre le gambe e le richiude a ritmo un po' più serrato che bello che finalmente tu possa avere questo benedetto orgasmo sono così felice per te che ti riempirei di vino per il tramite di un tubo di gomma rosa infilato in uteroscopia sono lieto al punto che potrei fermarti la vita nei polsi ed estirparti i polmoni nel mio semplice e dolce moto di gioia sono così colorato di sazietà eterogenee nel sapere che la tua fica nel sentire che la tua fica nel concedere alla tua fica come se potesse dipendere da me-la tua fica si contrae ed a contrarsi l'accompagno e di colpo si contrae e spingi avanti il bacino con tutte le ossa ed i tendini e le masse muscolarsi e gli agglomerati minerali sbreccianti il diamante del tuo amore come se tutto questo complesso organico fosse percorso da corrente elettrica ad alto voltaggio scosse schicchere e tentacoli incandescenti e come te ne vieni era ora come sei brava a venire come vieni ed era ora come sono ostinato a rinnegare l'inganno ma almeno è con gusto che ti si svapora la passera...hai questa cazzo di fissazione di farti prendere da dietro...che uno non veda come stringi i volti che hai faccia quando fai bum bum e ti si chiude la boccuccia della topa ancora una volta prima di liquefarsi nell'amorevole inelasticità di una pozza di acqua ferma.


4
ho proprio idea che didone alla fine si farà saltare le cervella o qualcosa del genere. la ragazza ha tutte le ragioni per sentirsi presa per il culo, non c'entra una cazzo la questione della sua virilità in corpo di donna.
5
infilo le mani dentro questa nuova ragazza senza nemmeno chiedermi quello che sto facendo è un gioco e non lo è perchè io non ho mai giocato in vita mia sto solo tirando ancora un pochino l'elastico e tiro e basta le mani dentro non è previsto nessun rilascio a breve termine.
fatemi spazio.
fate
quello che volete

nello spazio
che sono
che sono
nello spazio

fate
o
quello che volete

bah, fate quello che volete, che sono nello spazio...

postato da: lucowski alle ore agosto 03, 2005 15:39 | Permalink | commenti (14)
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