sabato, 30 luglio 2005
UNA PAROLA
la parola è angoscia. nella corsa si dipana una sorta di canto e si perde progressivamente la possibilità di coordinare significanti e significati la parola è angoscia ma non è detto che uno sia disposto a pronunciare una parola solo perché la parola è quella. incontro dopo incontro dopo incontro dopo incontro fino all'indeterminatezza estrema di un travaso totale senza pelle accostandomi sfiorendo in nascita la parola è angoscia.


INCIDENZA ZERO
in mezzo alle scosse elettriche. da tutti i lati. prendere la mano di una persona senza nessuna aspettativa oppure interrompere il flusso onirico molto più consapevolmente di quanto saresti mai disposto ad ammettere. il desiderio di essere seviziati si compone mentre il colore delle iridi scivola fuori dagli occhi nella perfetta conscienza di ogni elemento minimo. desiderio di annullamento. in successione sfliano le ossa di chiunque. non è mai solo quello che riesci a dire. eccoti scivolare fuori dall'ambito di rappresentazioni in cui ti volevo collocare, mentre ti lecchi ritmicamente un dito continuando a parlare e sei estasiata. so che sono io che ti faccio stare così. ma mai quando sono io a volerlo.


TOCCARE LE DITA DI UN ESSERE UMANO SOTTO UN TAVOLO, PER AMBIRE ALLA CREDULITA'.

inquinamento reiterato senza nemmeno l'aspettativa di una soluzione di continuità in questo incrociarsi tardopomeridiano di corpi e carni pulsanti agghindate dalle più varie infezioni. dall'uno all'altro saltano in continuo sfacelo implusi elettrici, escrescenze mucose alate, fiotti di sperma, ghirigori mestruati, lacrime piene d'amore ed incomprensione prevista da tempo ed a tempo realizzatasi nel nuovo incontro come nell'incontro vecchio come in ogni possibilità di incontro. siamo eternamente inquinanti pozze di desiderio scavate sotto la fronte di figlie del crepuscolo capitate per sbaglio dentro il nostro campo visivo oppure eseguiamo la variazione e ci presentiamo alla notte imminente come vergini plurimasturbate.
postato da: lucowski alle ore luglio 30, 2005 19:25 | Permalink | commenti
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giovedì, 28 luglio 2005

ENUCLEAZIONI, INIZIAZIONI, OSTENSIONI ED ALTRE STORIE DI STRAORDINARIA FOLLIA

-collaterali frustuli e fughe statiche specchiati nella prosa di antonio moresco

nel nucleo delle cose

uno si insinua da solo

eppure è scosso nell'irreversibile movimento iniziale

e percorso da tremori

e sanguinante,

agitato dal bisogno di portare qualcuno con sè,

aggrappato alla menzogna

ma nell'intimo incrollabile

riguardo la perenne struttura embrionale

di tutte quante le dinamiche conoscitive

postato da: lucowski alle ore luglio 28, 2005 15:35 | Permalink | commenti (9)
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lunedì, 25 luglio 2005

RISPARMIARE A SE STESSI L'INDETERMINATO SFIORIRE DEL GHIGNO

un uomo in naturalezza ingurgitando aria fitta di aghi e schegge acuminate siede senza nulla intorno un essere umano uno scarto il reticolo di fili ben piantato nella nuca il cavallo strozzato del corpo rinchiuso segregato rinnegato stretto fra i magli di idiozia di verghe d'oro e cazzi vari come in chiasmo ultragrottesco la femmina copre gli odori e dai tacchi tira fuori sonatine indecenti sull'asfalto ma la caccia prosegue nelle zone di competenza dello stupro reiterato nella blanda macellazione inseguendo inseguendo braccati in tutti i casi i nessi recisi provare ad ammettere il proprio torto nell'essere adesso prigioniero relegato fuori dalla grazia dei mortali privo di connessione in maniera del tutto elementare come muco seccato sotto i banchi della scuola elementare stringi al petto una nera escrenza con tutto l'amore che puoi rigurgita il latte rigurgita il vino strenditi sui binari di un treno amami cazzo in croce amami un secondo invece un uomo senza nulla intorno invece un uomo e nulla intorno una stanza e ridere meccanicamente di rimando per difesa per qualcosa per negare che in tutti i casi non capirai mai eppure ineluttabili (nastro trasportatore) i movimenti avverrano una volta ancora senza nessuna consapevolezza e saranno suscitati sirrisi e complimentatici a vicenda per la profondità delle nostre vedute e le fiere sfumature luminose nella parte colorata dei nostri occhi separeremo i corpi cercando tuttavia approvazione e cercando tuttavia di scordare quell'orrenda essenza vivificata che sale a galla sul volto dopo mentre i muscoli delle mandibole e la pelle delle guance non esprimono più nulla e di nuca su entrambi i lati del volto smerdiamo ogni possibile contatto ogni scintilla ogni ipotesi di perdono e remissione dei peccati contorcendoci infinitamente ed ancora in qualcosa di liquido che si va solidificando in qualcosa di vivo che crepa in un istante nell'attimo stesso della vuota scoperchiatura di ogni inganno la chiave nelle toppa e tre giri per entrare e il filo del perizoma fra i glutei scesi a goccia chissà come sotto la tua schiena ti dà un po' più fastidio del solito.

naturalmente evito lo specchietto retrovisore.

naturalmente.
postato da: lucowski alle ore luglio 25, 2005 15:21 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 21 luglio 2005

OLTREMODO INNAMORATO-(SETTE CAZZI IN UNA SERA)-"GIA' LA NOTTE AVEVA PERCORSO DIECI ORE INVERNALI"

questo giorno aveva già rigettato la luce prima che io ci nascessi dentro, come per aver sbagliato strada innumerevoli volte. morto era morto pure prima, lo spazio che occupo adesso.qualche scatto elettrico, residuo. non è che il passo sgraziato renda giustizia all'assenza di vasellame corporeo in cui la notte scorsa mi ha precipitato. scudisciate, belli miei, e stelle fiacche ed andamenti ciondolanti: i corpi sui ganci, i corpi negli angoli, le sfere di cristallo sbrecciate, la mia bimba che vomita con le tette tutte fuori, un po' cianotica, carina e tutto quanto....

il morso che infetta ed il dio che atterra e suscita, la mia bimba perde colpi nella camminatura per via di un tacco spezzato. ridere negli intervalli tra gli spasmi, io e te. e poi di corsa fino al tramonto.

saltare giù da un palcoscenico di rovi.

contorcere le membra su un tappeto di gigli.

entrambi sgranare gli occhi perchè il mio pene non è mai stato così grande.

se dovessi provare a dirlo adesso, questa schiena che ora brucia e si squarcia aveva già intrapreso un ineluttabile percorso di marcescenza prima che io sapessi di essere questa schiena che ora brucia e si squarcia. i lembi di pelle i lembi di pelle i lembi di questo infuocato intrecciarsi di dita e ditalini, occhi e puntine da disegno conficcate sotto unghie perfettamente laccate.

la mia bimba ritrova un contegno puntando diritto verso la porta di casa sua.

il caro papà dorme da tempo con testa gettata all'indietro oltre il limite del materasso e senza cuscino, senza ambizione, senza aver nemmeno sgranato un rosario fra le dita. la bimba non ha nemmeno il dubbio che si possa svegliare. getta le mutandine rosa in un angolo. estorce alla gola un rutto soffocato.

scaglia la borsetta tinteggiata d'ottimismo oltre la spalliera del povero lettuccio.
postato da: lucowski alle ore luglio 21, 2005 19:53 | Permalink | commenti
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giovedì, 21 luglio 2005

I MUSICISTI FINISCONO SEMPRE PER FREGARMI LA RAGAZZA

la ricreazione è finita. siamo punto e da capo ritenta sarai più emancipata e non ti ferire le grandi labbra con i cocci delle bottiglie che troverai sulle spiagge di questa estate. niente paura, io non sono reale. tu sei una bella cosa di carne venuta fuori da innumerevoli porte e tirerai dritto. non è il caso che tu insista a raccontarmi le tue disaventure erotiche, non sono reale.

fidarti fidarti fidarti di me mentre invece nel sonno vengo aggredito da sciami di insetti indescrivibili, prendo in bocca lingue di fiamma, faccio lo scemo tagliandomi i cordoni delle palle per ritardare l'eiaculazione mentre tu invece fidata fidata e fidata compagna di chiunque ti appoggi ad un palo e spari fuori fumo azzurro aristocratico spento ogni desiderio che brava figlia questa figlia che fica slabbrata ma che non si sappia in giro che inganno che inferno fiorito di carne questo incantesimo potrebbe spingere perfino un cigno nelle valvole che ti tengono chiuso lo stomaco e nemmeno te ne accorgeresti. stringi la cinghia di cuoio che ti viene servita sul vassoio d'argento fai che tutte le vie di fuga del sangue già mezzo marcio che ti transita nelle autostrade del collo grondante lacrime finte siano infine chiuse e dimenticati un particolare qualsiasi del nostro ultimo incontro.

fidati.

è già qualcosa, alla fine dei fottuti conti.

postato da: lucowski alle ore luglio 21, 2005 00:43 | Permalink | commenti
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sabato, 16 luglio 2005

LA QUESTIONE MESTRUALE

benvenuti al gioco al massacro. c'è una ragazza di quindici anni che in questo preciso istante si sta masturbando selvaggiamente in una stanza uguale a tutte le altre stanze del mondo. se la prende con la sua vulva. capita anche che io pianga e mi artigli la pelle della faccia mentre un cantante struscia il pene sul microfono e dice a nessuno in particolare che la sua bella se n'è andata. ogni vecchia storia, ogni allucinazione, tutti quanti in fila. prendere per mano questo fumo composto in anatomia umana. vagamente.

tutto quanto senza scarto, senza saltare fuori dal cerchio.

se la piccola vede un uomo con gli occhi gialli seduto sul bordo della vasca da bagno forse vuol dire che c'è un uomo con gli occhi gialli seduto sul bordo della sua vasca da bagno.

la mia amica si infila un vestito rosso e mi mi dice che potrebbe insegnarmi, volendo potrebbe farmi capire. le stelle convenute al tramonto tralasciano la questione mestruale. non sei mai stata l'unico amore della vita, questo è quanto. benvenuta al gioco al massacro. adesso stringi gli occhi e piangi. la questione mestruale è sempre la questione mestruale. lacrime e piscio e rubini. intestini sanguinanti. un bar. servire due porzioni di convivialità. vomitare. la questione mestruale. non riesco a prestarti attenzione, non riesco a tenere le braccia nella giusta posizione. i gomiti. le dita. le ossa della gabbia toracica si storcono e danno in fuori. entrare ora. se la piccola vede una goccia di sperma giallastro colare già dal soffitto della stanzetta e posarsi come uno sbreco sull'occhio di plastica del suo pupazzetto a forma d'orso vuol dire che forse c'è una goccia di sperma che cola giù dal soffitto. giallastra. la storia è solo una storia. stiamo un tantino oltre. al. di. là.

il pupazzetto a forma d'orso giace abbandonato sul pavimento in attesa di essere sbranato dal mostro più famelico che la notte riuscirà a cagare fuori. la piccola proprio non riesce a venire.

postato da: lucowski alle ore luglio 16, 2005 13:21 | Permalink | commenti
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domenica, 10 luglio 2005
SE VOI POTESTE ANCHE SOLO IMMAGINARE QUANTO ERA MERAGLIOSO IL FINALE DI QUESTO PEZZO…MA IL COMPUTER SE L’E’ MANGIATO, VACCATROIA…

Ed alla fine niente bacino me la squaglio ho sedici anni belli miei niente bacini me la squaglio quando invece nell’estate di due anni dopo ritrovatomi come morto steso sulla sabbia una specie di fuoco alle spalle le ragazzine diventano due questa volta e discutono sulla forma del mio cazzone teso dritto contro il paradiso dipinto sotto il cielo convesso-mi sa tanto che Didone s’ammazza-tutte le mie belle amichette che se corrono per i boschi rincoglionite…ho il dubbio che non abbiano idea di quello che significhi questa stronza virilità…una grossa cagata e chi lo nega, siamo d’accordo su tutta la linea però io ero lì bel bello che chissà quale idiota forza mi tiene sveglio ed eretto con queste due di fronte non ne avevano ancora visti abbastanza né niente è una questione umorale una presa per il culo ed uno scherzo di dio me le sono come potrei dire linguaggio da base del pene che salta fuori l’erezione e la base del clitoride che confluiscono in questo pensiero da palazzo in fiamme da imboscata a cappuccetto rosso da scellerato stapparsi di bottiglie e moschea e torre bizantina è solo un bel cazzone come ce sono tanti nel mondo e che cazzo…la mattina dopo mi sveglio con addosso una maglietta che non è la mia e le ragazze sono sparite e la spiaggia ancora è là direi che non mi sono sognato tutto quanto direi…va a capire…siamo nell’estate dei miei sedici anni e mi avvicino come il raggio di sole la luce di taglio del tramonto alla giovine in gonnella chiedendole disperatamente il mio bel bacio e lei lascia che le mie piccole labbra da negro si avvicinino alle sue…due millimetri al contatto…siamo nel pieno di uno slancio verso il dio dei cristiani…siamo nell’antico testamento, bellezza, scanniamo un porco adesso!
Mentre invece mentre invece niente bacino la reginetta di bellezza mi mette due dita sulle labbra da dio dell’africa da guerriero indiano stella della sera mi dice che vado troppo di corsa beh mentre invece mi dice dammi adesso un bacio adesso non ce la faccio dico io non ora non è più il momento non per tornare sempre agli stessi cazzi ma tu hai idea del culo della donna dopo che è stata seduta sulle ortiche tutto quel tempo fingendo che il momento fosse perfetto tu che cazzo ne sai piccola mia è andata non dovevi mica dirmi che andavo troppo di corsa io stavo sulla rampa di lancio per penetrare il mistero del cantico dei cantici mentre invece mentre invece non siamo più nell’estate dei miei quindici anni ed ho di fronte a me questa ragazza coi capelli ricci neri che si infila un dito dentro la fica e stringe i denti e mi dice che è proprio il caso ma come faccio le rispondo c’è un sacco di gente intorno c’è tutto questo…oh oh…pubblico la fai facile tu io mica mi posso tirare fuori il giocattolo dalle mutande bella roba t
postato da: lucowski alle ore luglio 10, 2005 02:07 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 04 luglio 2005
 pece animali morti piombo pance peli nella gola dei gatti tigri gabbie e testamenti

tutt'intorno c'è sempre qualcuno che trova tempo e modo di fare il cretino con la donna sbagliata

pelle screpolata smagliature tutine di pelle nera inchiostri versati tavolini chirurgia estetica missioni di pace ed incredibilmente visi conservati nell'integrezza dello stupore iniziale di fronte al seno nudo il coito l'inganno la fine della notte la morte dei cattivi il sangue versato lo sperma che schizza in alto come fuori da una bottiglia di champagne la notte di capodanno esecrando esecrato escreto in via di sviluppo nel senso di una semplice  e pacata constatazione dei dati di realtà vedrai qualcosa come una stirpe in combutta coi preti riunirsi per ungerti l'anello sentirai qualcuno o qualcosa entrare piano nel tuo corpo attraverso fori che nemmeno potevi immaginare ti venissero praticati l'incanto è che semplicemente tu sia qui con la bava all'angolo della bocca l'inganno sono questi due secondi superati ed il salto fuori dal cerchio e la storia e la pretesa di qualcosa di simile all'onestà intellettuale inserire il soggetto entro l'incubo di una stanza vuota vorticosamente richiudere il pensiero e respingere l'angelo nel caso in cui ancora il soggetto riesca anche solo ad immaginare la visione pensate al mio vecchio cruccio infantile di saltare giù per la scarpata infradito su ogni spiaggia d'america riscrontrate la zozzeria tra le gonne in mezzo ai fogli sentite questo fetore pensate l'immagine sessuale che più vi aggrada disponete i corpi nei nomi e nei luoghi e tu chi cazzo saresti non ridere non ridere non ridere non era il tuo sesso mestruato che cercavo ma posso accontentarmi anche questa volta non ridere non c'è mai stato un buon motivo perchè io condividessi con te questo istante se l'ho fatto è stato soltanto per quell'antica fame di sassi e  per la smania ed il rancore la distorsione della caviglia di un ragazzo qualsiasi o non proprio qualsiasi o qualcosa la distorsione ed il suo estatico insulto alle terminazioni nervose lei disegna qualcosa come una ragnatela di fili rossi che si diparte dalla carne del polpaccio rincoglioniti in fila indiana cervelli e testicoli sotto spirito cani spirali di umana mestruazione fidati è qualcosa di rosa o un geranio sul balcone del miglior poeta del secolo scorso è un pezzo di carne rotolante e niente di diverso dal sangue e dallo sputo niente di più che un povero assorbente usato come segnalibro come parole ingannevoli come se ci fossero parole ingannevoli come il flusso di corrente elettrica a basso voltaggio che sembra mi obblighi al contatto con qualcosa pieno di pus nel cuore della notte nel tempio un bel ragno come si deve ha nidificato ed un toro del cazzo gira totalmente abbacinato dal sole nella spagna piena di polvere e vini rossi tutte le volte che willie vede un cappio gli viene in mente il glande bardato a festa per lo spruzzo tutte le volte che scivolano fuori dalle cantine i rossi testimoni delle sue voglie notturne la moglie del presidente tende al naturale moto discendente tende al coito orale alla morte a qualcosa intere nazioni piagate da indecenze che non conosceremo mai interi sciami di cavallette in attesa di divorarti i capezzoli di prendere parte alla disfatta disinfettare ogni cosa sembri sana tagliare le ossa i nervi filiformi batteri coltivati sotto vetro la fame di una schiera di fottute arpie ragazzini che succhiano cazzi mosci nelle stazioni del mondo o molto più in basso il tuo miserrimo complesso di visioni idiote mescolate alla carne di una femmina di essere umano stretta a qualcosa è solo sangue solo una delicata striscia di merda sulla cappella sistina solo te e me i tuoi denti che marciscono dentro la mia bocca

rimboccare le lenzuola

controllare fegato milza e sacre reliquie

un bacetto

poi

a

nanna

postato da: lucowski alle ore luglio 04, 2005 16:32 | Permalink | commenti (8)
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